Il secondo decennio di attività (1991 – 2001)

Capitolo Secondo – Giovanna Rotondi Terminiello

Il secondo decennio di attività dell’Associazione (1991 – 2001) si è svolto sotto la presidenza di Alberto Anzi che, partendo da linee programmatiche ormai consolidate, ha avuto tra i maggiori meriti quello di contribuire ad una crescita esponenziale degli iscritti (saliti a mille, allo scoccare del nuovo secolo) attraverso l’incremento del rapporto di collaborazione instaurato, in spirito di servizio, con le istituzioni cittadine fortemente impegnate in quegli anni al rilancio culturale della città. Sono significativi, in questo senso, i nomi dei nuovi consiglieri operosi a fianco della vecchia guardia, ancora attiva, nella elaborazione dei programmi: Tonino Bozzi, Gian Franco Bruno, Guendalina Cattaneo Della Volta, Clario Di Fabio, Lauro Magnani, Max Rabino Anzi, Farida Simonetti.


L’acquisto sul mercato antiquario delle ottocentesche livree Centurione, donate nel 1995 alla Galleria Nazionale di Palazzo Spinola in occasione della mostra Farsi portare in carega Portantine e livree per la nobiltà genovese, è stato nuovamente indicativo del sostegno offerto alla Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici, già manifestato attraverso l’elargizione di contributi per operazioni di restauro (per esempio in occasione della mostra su Domenico Fiasella, 1990) e come sponsor ufficiale delle mostre Genova nell’Età barocca (1992) e Bernardo Strozzi (1994). Se Palazzo Spinola è forse stato nell’ultimo decennio del XX secolo l’istituto museale genovese che maggiormente si è avvalso dell’aiuto degli Amici dei Musei (non per niente il primo logo dell’Associazione, disegnato da Guido Rosato per il periodico d’informazione ai soci, consisteva nella schematizzazione grafica del portale su piazza superiore di Pellicceria, con il relativo cancelletto aperto all’accoglienza), nello stesso tempo essi hanno sostenuto nella fase di preparazione il Museo Diocesano di Genova, nel Chiostro dei canonici della Cattedrale, collaborando nel 1995 alla realizzazione della mostra Verso un nuovo museo. Inoltre attraverso un gruppo di soci volontari, formatosi in concomitanza con le celebrazioni colombiane del 1992 allo scopo di tenere aperti chiese e musei, è stato attivato come primo impegno l’apertura fuori orario della chiesa del Gesù in concomitanza con la mostra Genova nell’Età barocca (un’iniziativa, questa, antesignana di un programma di aperture ad orario continuato messo a punto alcuni anni dopo dalla Curia Arcivescovile di Genova).

Si deve inoltre alla buona volontà di una socia, la signora Deborah Puccio, la collaborazione al riordino del materiale librario della famiglia Spinola finalizzato alla realizzazione della mostra Libri e Letture nella dimora degli Spinola (1996).

Per quanto riguarda l’attività in favore dei soci, sono proseguiti sulla scia del decennio precedente i corsi di aggiornamento, le conferenze su argomenti di attualità
nel campo dell’arte e, come iniziativa nuova, la programmazione di rassegne cinematografiche incentrate sul rapporto cinema / arti figurative (realizzate in collaborazione con la provincia di Genova).
E’ continuata con regolarità anche l’organizzazione di viaggi incentrati sulla visita di
grandi mostre e sulla scoperta di nuove realtà museali e territoriali.

In questa ottica, allora propria a Genova solo degli Amici dei Musei, ricordo in particolare tre viaggi: a Madrid per la Mostra di Velasquez al Prado, a l’Aia per la Mostra di Vermeer al Mauritshuis e a Salonicco, nel 1997 capitale europea della cultura, ove potemmo visitare ad Anfipoli la colossale tomba cosiddetta di Alessandro Magno, una delle scoperte archeologiche più entusiasmanti del secondo Novecento.

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