Gli antefatti e il primo decennio di attività (1981 – 1991)

Capitolo Primo – Giovanna Rotondi Terminiello


Il penultimo e l’ultimo quarto del secolo scorso sono stati determinanti per l’assetto istituzionale e per la nuova gestione culturale dei musei della Liguria, nella maggioranza dei casi rinnovati -per esempio tutti i musei civici di Genova e la pinacoteca civica di Savona- oppure di nuova istituzione come, insieme a molti altri, la Galleria Nazionale di Palazzo Spinola, il museo di Sant’Agostino, i musei diocesani di Genova, Albenga e Chiavari.
A fronte di questo esemplare impegno espositivo risultavano invece sofferenti, per scarsezza di personale e difficoltà di finanziamenti, le iniziative finalizzate a incentivare il coinvolgimento dei visitatori delle strutture museali e ad apportare un aiuto per la realizzazione di quegli eventi che ne rendono viva l’esistenza (mostre didattiche, restauri,
nuove acquisizioni, pubblicazione di cataloghi).
Da tale constatazione, sulla scia di esperienze di collaborazione privata già consolidate in realtà museali milanesi (prima fra tutte la Pinacoteca di Brera), nel 1980 è nata anche a Genova -per iniziativa di un gruppo di intellettuali sollecitati dalla Soprintendenza e già culturalmente attivi nel Lions Club Genova Host e nell’Associazione Genova Viva-
l’idea di dare vita all’Associazione Amici dell’Arte e dei Musei Liguri.

Il progetto concretizzò il 2 marzo 1981 con atto istitutivo del notaio Gaetano Gessaga. Due gli scopi statutari: agevolare con attività mirate il lavoro delle istituzioni museali presenti nella regione e formare una categoria di amatori e collezionisti attraverso la promozione di
conferenze, corsi di aggiornamento, visite di musei e mostre in Italia e all’estero.
ll primo Consiglio d’amministrazione, presieduto dalla Marchesa Carlotta Cattaneo Adorno, era composto dai soci fondatori Egidio Gaslini, Anselmo Anselmi, Ezia Gavazza, Cesare Patrone, Alberto Anzi, Paolo Pittaluga, Gian Paolo Gandolfo e Giovanna Rotondi Terminiello, cioè la scrivente, allora soprintendente per i beni artistici e storici della Liguria ed oggi unica superstite del gruppo (e quindi ultima testimone dell’intero percorso associativo). A distanza di pochi mesi dall’istituzione venne inclusa, come responsabile della segreteria, la dott. Anna Pisano Daneri che per più di trent’anni sarà valido punto di riferimento di consiglieri e iscritti; opererà a suo fianco, a cominciare da un decennio dopo e come lei fino al 2016, la signora Bruna Maragliano specificamente dedita a coordinare i soci impegnati,
come volontari, a sostenere i musei genovesi nei compiti di accoglienza dei visitatori. L’Associazione, dopo una breve ospitalità nel palazzo Durazzo Pallavicini in via Lomellini, trasferì l’ufficio di segreteria in via S. Sebastiano 4/1a.


I primi dieci anni di attività sono descritti in un quaderno dedicato, nel 1991, alla memoria della presidente Cattaneo Adorno allora appena scomparsa. La pubblicazione documenta i risultati di un impegno associativo -in quel lasso di tempo unico in Liguria a sostegno dei
musei e nei compiti di crescita culturale dei cittadini nel settore delle arti visive- coronato da un eccezionale successo di iscritti e da una solidità di risorse finanziarie dovuta anche a contributi di enti pubblici come il Banco di Chiavari e della Riviera Ligure, La Fondiaria Assicurazioni, le Casse di Risparmio di Genova Imperia e Savona, la Camera di Commercio di Genova.
Delle molteplici iniziative che hanno contraddistinto l’iniziale decennio di vita associativa voglio qui ricordare quelle a mio parere più rappresentative nei campi di azione previsti dallo statuto:


1) Acquisizione di opere d’arte destinate ad incrementare il patrimonio museale (Acquasantiera in legno dorato attribuita a Filippo Parodi (1630 – 1702), donata nel 1984 alla Galleria Nazionale di Palazzo Spinola; anta sinistra del trittico dell’Adorazione dei Magi, del maestro di Hoogstraeten (XVI secolo), donata nel 1989 al Museo del Tesoro della Cattedrale di Savona).
2) Contributi per il restauro di opere d’arte (Madonna degli Orefici, dipinto su ardesia di Pellegro Piola conservato nel Museo dell’Accademia Ligustica di Belle Arti, 1983; Circoncisione di P.P. Rubens, altare maggiore della chiesa del Gesù, 1987; Il matrimonio della Vergine, olio su tela di Domenico Fiasella conservato nella Galleria di Palazzo Bianco, 1990.
3) Collaborazione e contributi a mostre (Genua Picta, 1982; Andrea Ansaldo, 1985; Il giardino di Flora, 1986; Il genio di Giovanni Benedetto Castiglione il Grechetto, 1990).
4) Attività per i soci

5) a) Organizzazione, nel corso dei dieci anni, di circa un centinaio di conferenze (tenute da studiosi genovesi, italiani e stranieri, volte ad illustrare restauri, mostre e assetti museali) e di vari corsi didattici di preparazione alla lettura di opere d’arte.
6) b) Realizzazione di numerosi viaggi culturali in Italia e all’estero. Ne cito due come indimenticabili per esclusività delle opere viste: a Venezia nel 1983 ove, guidati dal soprintendente Francesco Valcanover, godemmo del privilegio più unico che raro di toccare con mano (indossante guanti di cotone!) il disegno dell’Uomo Vitruviano di Leonardo; a Mosca e Leningrado nel 1985 (erano ancora i tempi della cortina di ferro) ove ci venne eccezionalmente aperto all’Ermitage il Tesoro degli Zar.

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